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Posts Tagged ‘Indovino’

I cinesi e gli occidentali

Lo strumento di divinazione dei cinesi procede da elementi pari e dispari, raffigurati non da punti, ma da tratti —–   –  –  .

Tre volte sovrapposti, questi elementi danno gli otto trigrammi di Fo-Hi, designati in modo da rappresentare

  • Cielo
  • Vapori
  • Fuoco
  • Tuono
  • Vento
  • Acqua
  • Montagna
  • Terra

Due trigrammi accostati costituiscono una delle 64 mutazioni, commentate dall’I King (libro delle Mutazioni), che è il trattato classico della divinazione dotta di tutto l’Estremo Oriente.

Se questi schemi numerici, associazioni variate e complesse del semplice e del doppio, potessero bastare Read the rest of this entry »

Il gioco

Utilizzare un gioco  a scopi divinatori è quasi una contraddizione.

Ogni gioco, infatti , è soprattutto almeno in un passato recente, un gioco di carte.

Oggi ci sono un infinità di giochi tradotti da programmi televisivi, chiamati giochi di società.

Ma le carte rappresentano una serie di elementi costanti ai quali non si può togliere o aggiungere nulla, che non è possibile modificare.

Un  gioco è la somma dei dati da manipolare, deve essere fisso e completo, altrimenti il gioco, cioè il complesso delle operazioni che riguardano i dati, risulta falsato in partenza.

Al contrario, ogni forma di divinazione Read the rest of this entry »

Immensità degli “arcani maggiori”

Non si finirebbe mai di enumerare i significati attribuiti agli arcani maggiori.

Non esiste scienza congetturale o dottrina esoterica (astrologia, alchimia, ecc. ) che non sia stata utilizzata per chiarire il mistero o per addensarlo.

Gli arcani maggiori hanno fatto versare fiumi di inchiostro .

Vi si è voluto scoprire il linguaggio geroglifico universale. I tesori della saggezza tradizionale.

In realtà sembra trattarsi di un insieme composito, in cui si accostano immagini di origine biblica (L’Angelo o Giudizio finale, la Torre che è strettamente imparentata con la Torre di Babele, il Diavolo), le virtù praticate dalla Chiesa (La Giustizia, la Forza, La Temperanza ),certi astri accompagnati dal segno dello zodiaco (la Luna, il Cancro, Il Sole con i gemelli, la Stella che sovrasta l’Acquario), le due grandi potenze dell’epoca, il Papa e l’Imperatore, ciascuno abbinato ad una sposa, per fantasia, per irriverenza o per necessità simmetrica.

Sull’arcano che raffigura il Mondo si riconoscono i segni dei quattro Evangelisti.

Le allegorie dell’Amore e della morte sono classiche.

L’Appeso e la Ruota della fortuna si incontrano frequentemente nell’iconografia medievale.

L’Eremita, con la sua lanterna, ricorda senza dubbio Diogene.

Si potrebbe riconoscere volentieri Alessandro  nel trionfatore incoronato e rivestito di armatura che troneggia sul Carro. Insieme a Diogene. Formano una coppia leggendaria in cui si contrappongono il rifiuto sdegnoso e la grandezza terrena.

La prima carta il Bagatto, ricorda il prestigiatore, è la carta che comanda tutto il gioco.

Sul tavolo del prestigiatore sono disposti gli oggetti che ha estratto dal suo sacco; insieme alla bacchetta che impugna ricordano a quanto pare, i quattro semi delle carte numerali: monete per i denari, bicchieri a calice per le coppe, un coltello per le spade, la bacchetta per i bastoni.

Al centro i dadi, perché il giocatore e il consultante non dimentichino che la distribuzione delle carte dipende dalla Sorte.

L’ultimo arcano, il Matto o il Folle, una specie di vagabondo con un mastino che lo addenta, è stato spesso accostato a il Figliol Prodigo. Questa carta non fa parte della serie. E’ una carta libera, anch’essa vagabonda, polivalente. Si può senza dubbio aggiungerla a qualunque combinazione si volesse sviluppare: è come un Jolly. Incognita sussidiaria che corregge l’incognita rivelata.

L’invasione dei Tarocchi nel mondo ha fatto sì che ve ne siano riproduzioni, con la stessa denominazione  con immagini o più moderne o più antiche o comunque diverse, che attraggono con i colori o con i loro disegni la fantasia dell’uomo . Tuttavia la “denominazione”  di ogni arcano è immutata anche se diversa è la rappresentazione.

Sempre sarà l’indovino   se pur attratto da diversi mazzi di carte, a dare la giusta interpretazione del “gioco” che il consultante richiede.

Anna Samuele