Oct
26

Ascoltiamo i sogni

Pubblicato da Anna

sognareSempre continuando il nostro lungo cammino riguardante i sogni, c’è da chiedersi abbiamo mai provato ad ascoltare i sogni?

Il bambino : “Ho sognato un trenino nuovo. Dammelo! Dove lo hai messo?”

Alla domanda : “Che cosa sono i sogni?”, il bambino risponde : “Realtà”.

Il primitivo : quando l’uomo si addormenta nelle braccia della foresta l’anima (può essere un uccello, una lucertola, un pesce) gli esce dalla bocca e se ne va a zonzo; non deve però allontanarsi troppo, altrimenti i demoni lo porteranno con sè.

Per questo prima di partire per la guerra o per un lungo viaggio, è bene consegnare l’anima, ben chiusa in un vaso, a uno stregone, che la conservi con cura, al riparo di quei ghiotti sottili predoni.

L’occultista : il corpo tangibile non è che il primo di una serie di corpi (tre, cinque, sette o più) composti di atomi sempre sottili, rarefatti ma reali.

Lo strato più vicino al corpo fisico, detto corpo astrale, secondo l’occultista, si distaccherebbe ogni notte, andandosene a passeggio nell’etere dove capterebbe messaggi di defunti, premonizioni, nozioni, episodi e ricordi del passato, per tornarsene poi alla base, naturalmente riattratto nel proprio involucro addormentato cui resterà collegato fino alla morte da una sorte di impalpabile ed estensibile cordone argenteo.

Il sogno non si definirebbe perciò che come esperienza vissuta per mezzo del corpo sottile in una dimensione diversa da quella cui siamo avvezzi, dove spazio e tempo si annullano, i morti sono vivi, l’assurdo è logico, l’impossibile è perfettamente normale in un gioco di continue e repentine trasformazioni.

Il greco di Delfi, il sacerdote dei Veda o il Mandarino affermano in lingue diverse ma con parole simili :” il sogno è un messaggio superiore che dai piani alti ci raggiunge per ammonirci, consigliarci, consolarci, inviato degli dei,

degli spiriti, o degli antenati morti”.

Ma il medico ellenico e quello del Celeste Impero considerano l’attività onirica anche come diretta conseguenza dello stato fisico del sognatore, degli “umori” che ne caratterizzano la costituzione: la bile, il sangue, e la limfa in Grecia; i singoli organi ed i meridiani che li collegano, in Oriente.

Il sogno è la trance in cui cadono medium e spiritisti, trance che in questa specie di sogno, permette

il loro trasmettere immediato di comunicazioni, ricevute dall’altro mondo.

Il simbolista : il sogno ci parla un linguaggio segreto, immediato per il bambino e per il selvaggio, sempre più criptico ed inaccessibie per l’adulto acculturato, “viziato” dalla razionalità.

E’ il linguaggio universale che affonda nell’anima dei popoli antichi e moderni, nelle fiabe, nei miti, nelle religioni.

Il sognatore ritualizza nell’esperienza individuale del sogno un’esperienza arcaica e determinante della intera comunità umana.

Lo psicologo : il sogno è una manifestazione dell’inconscio, una valvola di sfogo attraverso cui i desideri, i ricordi, le tendenze contrastanti col nostro io e con la morale dominante che ci turbano e ci premono, trovano una naturale via di uscita allentando la tensione della nostra psiche.

Secondo lo psicologo, la macchina-uomo, tendente naturalmente all’equilibrio, ha inserito tra i suoi sistemi di difesa contro il dolore anche il sogno, che per chi ne conosce il codice e lo sappia interpretare diviene una spia della situazione interiore dell’individuo.

L’uomo comune : sicuramente crede ai sogni.

Ci crede tanto, ed allora acquista una o più chiavi interpretative, le consulta, cerca di capire e di capirsi.

Ci crede poco, ed allora afferma di non crederci affatto, ma saltuariamente cede alla tentazione di raccontare quel “sogno particolare” ai familiari, al partner, all’amico del cuore.

E poichè, in fondo in fondo, più che crederci o non crederci non se ne è mai posto il problema, attratto piuttosto dalla pratica che dalla teoia, si troverà d’accordo un po’ con tutti i pareri e farà bene.

L’uomo comune ravviserà e confermerà i simboli riconosciuti come parte integrante del suo retroterra culturale.

Identificherà nel linguaggio onirico alcune problematiche psichiche di cui è almeno parzialmente cosciente.

Non darà torto agli antichi, e amerà credere che quel certo messaggio gli è stato inviato da un angelo o da una nonna estinta e tanto cara. E, memore di quanto sentenziavano i nostri vecchi secondo i quali i brutti sogni sono il regalo di un fegato fuori posto, darà credito a Ippocrate o a Galeno.

Sorriderà forse di fronte alle concezioni del selvaggio e del bambino, ma un selvaggio ed un bambino dormono nel cuore di ciascuno di noi.

E infine riderà decisamente della teoria extracorporea dell’occultista, scuotendo il capo. Ma provate ad osservare questo signore scettico e realista al risveglio :” Si stira sbadigliando, mentre con una mano dà una controllatina al suo cordone d’argento per verificare che tutto sia a posto, quel cordone d’argento che è tutto il suo corpo, rimasto integro nel viaggio tanto lontano appena compiuto …”

Anna Samuele

Oct
14

Ci si può difendere dalle carte negative?

Pubblicato da Anna

arcani-maggiori-morteCome probabilmente saprai,se hai letto il mio e-book/corso “Alleanza tra previsioni e mondo spiritico” ,nell’estrazione dei Tarocchi possono essere estratte carte positive e carte negative.
Fronteggiando un responso qualsiasi “creato” dalle carte si può reagire in vari modi, e questi possono essere la paura al rifiuto, l’accettare incondizionatamente, l’incredulità, il sorriso.

I superstiziosi e i pessimisti rientrano nella categoria di persone dalla mente piu’ fragile, conseguentemente, anche quelle più esposte od indifese ,le quali permettono alla”sfortuna” una maggiore influenza sulla lama.

Si devono ricercare allora dei modi di “correggere” la sfortuna, modi che possono essere usati per attenuare i turbamenti che possono derivare da veggenze spiacevoli che si presentano nel “gioco dei Tarocchi” .
Ci sono principalmente tre modi che nella predizione della cartomanzia possono essere usati:

Il primo -

E’ in apparenza in più semplice, ma ha bisogno di una considerevole razionalità : è il “rifiuto” .
Non accettare una precisa condizione, anche nel nostro quotidiano, necessita di due particolari doti:
o la sconsideratezza, il rischio, oppure la massima certezza, convinzione del nostro essere forti con il proprio intelletto e moralità .

Conseguentemente non si accetta la situazione venutasi a creare con i Tarocchi perchè la si reputa
ingiusta, errata ed inoltre il personale comportamento non può condurre a quel responso.
Il motivo può avere una sua validità, ma è necessario pensare che il verdetto non è uscito per caso, ma si è creato in funzione di una certa analogia con la sfera emozionale e mentale di chi ha chiesto il gioco.
Inoltre i Tarocchi assai raramente non dicono il vero, quindi possono aver rispecchiato la situazione del consultante in quel momento, mostrando le emozioni preponderanti, di chi a loro si è rivolto , nel tempo coincidente alla stesura.

Il secondo -

Tutte le persone che seguono la cartomanzia sanno che non esistono carte unicamente positive o negative, ma ogni lama rende un significato in funzione di chi a lei si rivolge.
Ne consegue che in una situazione che in apparenza appare negativa si può tentare di capire la positività che non è apparsa, perché si è celata.

E’ una realizzazione difficoltosa, ma occorre capire quali lati positivi nasconde chi si
è rivolto al responso.

E’ da ribadire che chi ha la mente offuscata da superstizione e pessimismo permette di condurre il proprio io con una esistenza propendente alla negatività e non permette per le ragioni suindicate una qualsivoglia reazione ad una lama negativa, vivendo una accettazione passiva, ed aspettando quasi che una determinata carta contraria esca, per poi concludere “ecco lo immaginavo, lo sapevo!” .

Il terzo -

Riteniamo sia il modo migliore di contrapporsi alla stesura negativa delle carte. Accettiamo questa comunicazione ma contemporaneamente cerchiamo le soluzioni più adeguate.
Se è stato detto che una persona ci sta mentendo, o si comporta in modo subdolo, cerchiamo di capire chi possa essere e perché così si comporta.

Pensiamo anche,con coscienza al nostro passato per capire come agire nel nostro futuro.
I Tarocchi ci stanno avvisando che abbiamo il timore che qualcosa ci accada, e questo qualcosa raramente è estraneo
al nostro vivere. Chi non teme disgrazie, incidenti, malattie, morte?
Le lame considerate brutte fanno parte del nostro destino che comprende amore, odio, vita e morte.
Se nel nostro profondo ha preso prevalenza una sensazione timorosa, le carte sono in grado di evidenziare questo stato, perché anche se si può pensare che sia inverosimile, il consultante può trasmettere su di esse questa visione.
I Tarocchi, dobbiamo ricordarci che sono carte distaccate dalla nostra vita ma improvvisamente quando a loro ci rivolgiamo, ne fanno parte, e ci informano anche di quelle conoscenze che noi non vorremmo sentire o vedere.
Può apparire contraddittorio ma le carte considerate negative ci permettono di vedere la positività del gioco.
Perché? Perché così possiamo capire dove sbagliamo, come superare gli ostacoli, le paure, e ci permettono quindi di adoperarci per la costruzione di un avvenire sereno.

Possono, per similitudine, paragonarsi all’esperienza, una esperienza dolorosa, ma che ci ha insegnato che possiamo superare i dolori, che siamo forti per fare questo, nell’affrontare la vita con il giusto equilibrio ed emancipazione.

Quanto ho espresso è stato tratto principalmente da un vecchio libro che sto rileggendo (edito da FME autori D. Meldi- M.Carassiti ) i cui contenuti a mio parere sono comunque sempre validi.

Concludendo il nostro vivere è fatto di gioie e di dolori.
Sia in un caso che nell’altro la cartomanzia ci può avvisare in merito ai comportamenti adeguati da seguire.

Anna Samuele

Oct
10

Le Religioni

Pubblicato da Anna

religioni400Trattare le religioni è un’impresa di estrema difficoltà, poichè è molto facile scontentare tutti.
Tutti credono di sapere cosa sia la religione che praticano.
Ho letto recentemente di un grande studioso Mircea Eliade, forse il massimo storico delle religioni del nostro tempo,il quale è stato interrogato sul significato da dare al termine “religione”.
Mircea Eliade è morto nel 1986 all’età di 79 anni, e si è dedicato per la maggior parte della sua vita, alla ricerca sul “sacro”, conseguentemente riti, credenze, miti, figure divine.
E’ nato a Bucarest nel 1907, e giovanissimo già nel 1933, ha iniziato la sua attività di docente universitario in quella stessa città.
Si è trasferito a Parigi nel 1945, qui è stato insegnante di Storia delle religioni alla Scuola di Studi Superiori e dal 1957 si trasferì a Chicago dove occupò la cattedra di storia delle religioni all’Università di Chicago.
Ha scritto molte opere in proposito, dedicate ai posteri..
Gli è stata posta la seguente domanda :
Interrogare un defunto è possibile?
Alla quale ha risposto:
Sì, e non ha niente a che fare con lo spiritismo. Non parlo di tavolini che si muovono, medium, oggetti mossi dal pensiero.
Ciò è nettamente in contrasto con i sostenitori dei poteri paranormali o dell’occulto dottrina apertamente sostenuta dal dottor Carrington.
Ma perchè non parlare anche di chi è stato ed è una guida necessaria per chiunque si aggiri nel labirinto delle idee e delle credenze religiose di ogni parte del mondo, e i suoi scritti sono il filo d’Arianna che permette di compiere questo arduo viaggio di esplorazione.
E’ nota la storia del labirinto ma per quei pochi che non la conoscessero o non la ricordassero andrò a menzionarla:
Teseo, un eroe greco, si recò nell’isola di Creta . Qui governava un re leggendario Minosse, il quale aveva confinato in una costruzione, il Labirinto, una specie di mostro, mezzo uomo e mezzo toro, chiamato il Minotauro, nato dagli amori della moglie di Minosse Pasifae con un toro inviato da Poseidone.
Nel labirinto venivano gettate le vittime che il Minotauro, essere mostruoso e cannibale, esigeva di continuo, altrimenti minacciava di uscire dal labirinto e di distruggere l’isola.
Da Atene, ogni nove anni, venivano inviati sette giovani e sette fanciulle perchè venisse placata la fame di carne di questa creatura orrenda.
Teseo, era un giovane eroe che aveva già sconfitto altri mostri, e si era proposto di liberare la propria città ,Atene, da un simile ricatto, e perciò aveva deciso di entrare nel labirinto con i fanciulli del terzo invio di vittime e uccidere Minotauro.
Teseo non avrebbe potuto compiere quanto si era proposto senza un aiuto magico, che gli venne dato da Arianna, figlia del re Minosse figlio a sua volta di Zeus, la quale si innamoro’ dell’eroe e gli diede un gomitolo di filo, che Teseo svolse avanzando nel Labirinto: in questo modo, avrebbe potuto ripercorrere la via e tornare all’ingresso della costruzione.
Uccise così il minotauro , liberò la Grecia dal sanguinoso tributo al mostro, e fuggì con Arianna, invano inseguito da Minosse offeso per l’uccisione del suo terribile figliastro.
Quanto esposto è un insieme di mito e leggenda.
Questa vicenda mitica, è portata ad esempio dallo studioso Eliade perchè vuole introdurci alla caratteristica prima di ogni mito e di quei derivati dai miti che solo le ” RELIGIONI “, e cioè il “RACCONTO”, la “VICENDA” di dei, eroi, riformatori, fondatori di credenze e sistemi nuovi.
Tutte le religioni si compongono di un racconto (nascita dell’universo, lotte tra dei e demoni, discesa dal cielo di redentori ecc.) , sul quale successivamente i commentarori costruiscono un “sistema” di credenze che a volte diventano obbligatorie per i fedeli e che sono allora chiamate dogmi.
Sempre seguendo il pensiero di Eliade “raccontare” le religioni non vuole sminuirne il significato, e l’incidenza che hanno avuto, continuano, e continueranno ad avere sulla società. E’ un metodo che ha il pregio di introdurci all’esperienza del sacro, oltre a ricordarci che tutto ciò che sappiamo ha carattere simbolico.
Noi ci vediamo nascere, crescere, invecchiare e morire, e con noi vediamo nascere e perire tutte le cose: piante, animali, mondi interi, stelle, galassie, pianeti.
E ci chiediamo perchè questo accada e che cosa è che lo fa accadere.
Cerchiamo cioè il significato della nostra esistenza e di quella dell’universo tutto.
Ora il significato presunto o effettivo di ciò, è la scoperta del SACRO.
E’ difficile immaginare che la mente umana possa funzionare senza la convinzione che nel mondo ci sia qualcosa di profondamente reale, e cioè che il mondo “esiste”. Ma questa esistenza non è qualcosa di afferrabile a prima vista, la realtà profonda ci sfugge, i fatti, chi sta dietro ad essi e cioè chi li origina. E questo qualcosa è “l’aldilà”.
Qualcosa, un aldilà, esiste, ne siamo certi. Ma noi di questo qualcosa scorgiamo soltanto una piccola parte, o meglio una vaga ombra.
Quanto sopra è solo una premessa, che mi ha interessato , di quanto espone lo studioso Eliade, e con ciò non metto in discussione la religione che io seguo e cioè la cattolica, così come chi mi legge, se crede in altra religione di tale convinzione può rimanere,ma ho trovato avvincente il concetto espresso, e come mio uso intendo farne partecipe chi mi segue.
Altrettanto avvincente è il credere nei poteri dell’occulto e cioè esoterismo, cartomanzia, astrologia, spiritismo, numerologia, insomma tutti i metodi o le dottrine che ci possono indurre ad oltrepassare la porta del terreno, e tramite l’invio di percezioni da quell’aldilà ci possono suggerire un cammino meno impervio.

Anna Samuele

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