Il corpo umano nasce completo in un solo momento, ma il cuore dell’uomo viene alla luce in ogni esperienza di vita. E’ una coltivazione continua in funzione di quanto ci accade e ci può rendere
o più aridi o più profondi.
Ad ogni nascita, fin da lontane ere , adorando l’unico vero Dio, o “dei” diversi, genitori , sacerdoti, sciamani, stregoni, pregano affinchè il nuovo essere non resti prigioniero di false reti di negatività, risentimento o autodistruzione, si auspica sempre che il nascituro abbia facilità di sentimenti, che la sua anima nel mondo possa raccogliere gioia e pace.
L’amore è essenziale per la vita umana, perchè esso soltanto può destare il divino che è in noi.
Nell’amore cresciamo, quando impariamo ad amare e a lasciarci amare, facciamo ritorno a quel volto che è in noi, che non vediamo tangibilmente ma che indubbiamente sentiamo, e siamo riscaldati e protetti dal sentimento che ci avvolge.
L’amore ha inizio col prestare attenzione agli altri, ciò ci causa un benigno auto-oblio. Paradossalmente è in questa condizione che cresciamo.
Infelice colui che si attarda nell’autocompiacimento, in una realizzazione incompleta, meschino con se stesso e con gli altri. Chiude violentemente una porta al suo cuore e fa sì di non aver la forza di riaprirla e di accogliere l’amore.
Il mondo ama il potere ed il possesso, possiamo essere stimati uomini di successo, avere beni infiniti, una splendida famiglia, ma nonostante ciò, essere completamente smarriti e miseri.
Vi sono fanciulli che crescendo in amara solitudine, attorniati dalle peggiori vicende umane, raggiungono l’età adulta e non riescono ad attingere alla fonte dell’amore e quasi per reazione ed una insana giustificazione, continuano e proseguono nel male, nell’odio, nella vendetta.
Non si rendono conto che così facendo potrebbero diventare, ingannando per primi loro stessi,
materialmente anche ricchissimi, ma rimarrebbero più miseri del più povero dei poveri.
Ogni cuore umano anela l’amore, se nel nostro cuore manca il suo calore, non è possibile una autentica felicità e gioia.
Aristotele diceva “ Amico è chi desidera il bene dell’altro”
“I nostri sentimenti nei confronti degli amici riflettono quelli verso noi stessi”
“Il desiderio di amicizia si sviluppa rapidamente, non così l’amicizia”
“Nessuno sceglierebbe di vivere senza amici anche se avesse tutti gli altri beni”
Amicizia = bontà, bellezza, amore .
Non importa dove siamo, chi siamo, cosa siamo, tutti abbiamo bisogno di amore l’unico sentimento che riscalda e addolcisce la nostra vita.
In qualità di veggente quante domande mi vengono poste per questo fine:
- l’avevo questo amore perchè l’ho perso?
- Quando mi sarà dato?
- Ci sarà nella mia vita ?
- Perchè mi ha abbandonato ?
In ogni richiesta similare la prima domanda da porsi realmente, dovrebbe essere:
- ma io cosa ho coltivato ?
Si soffre per un disperato bisogno di essere amati, e in alcuni casi ci dobbiamo accorgere che si è cercato per lunghi anni in luoghi solitari, molto lontani da noi, con i quali abbiamo condiviso la vita,
il vero amore è stato soltanto a pochi passi da noi: ma non siamo stati consapevoli della sua presenza.
Attirati da un materialismo?
Abbiamo veramente ascoltato il nostro cuore dando a questi la capacità di conoscere il cuore altrui? Abbiamo dato precedenza ad orgoglio, passione, professione, egocentrismo, paura, età, e con questi sentimenti siamo certi di non aver lasciato per ultimo il nostro IO, l’invisibile, la nostra anima che invece chiedevano solo amore ?
Per essere capaci di ricevere dobbiamo restare vigili; Boris Pasternak ha detto “ Quando un grande istante bussa alla porta della nostra vita spesso non è più forte del battito del cuore, ed è molto facile non sentirlo” .
Sarò io la prima a gioire se di fronte alle domande di ricerca potrò rispondere che un’altra occasione busserà alla porta dell’amore, (osservando i Tarocchi o ascoltando cosa alla mente mi viene comunicato dal mio Spirito Guida), ma non sempre ciò avviene, occorre prenderne atto
ed ammettere che la colpa (ammesso di colpa si possa trattare) della propria infelicità
è da attribuirsi all’essere rimasti sordi al proprio cuore alla propria anima.


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