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Approccio magico
La disciplina mantica è la scienza e tecnica divinatoria, che ricava la conoscenza del futuro e della volontà divina dall’osservazione dei segni di animali, fenomeni naturali, comportamenti umani, cartomanzia.
Le discipline mantiche sono antiche quasi quanto l’esistenza dell’umanità o, per lo meno, quanto le più remote vestigia di cultura.
Fin dagli oracoli e dalla consultazione dei visceri degli animali destinati al sacrificio, le società hanno dimostrato una vocazione invincibile per l’indagine del futuro.
Lungi dall’esaurirsi o sparire tra i benefici dell’acculturazione, questa costante è rimasta, sebbene il pensiero dominante di ogni epoca abbia avuto tendenza, certe volte, a esaltarla entro i limiti della perspicacia e della saggezza, e, altre volte, a sommergerla come residuo involutivo della superstizione.
La sua vitalità, nonostante tutto, non dà segni di cedimento, come è provato dalle pagine astrologiche di giornali e riviste, dai mass media in generale, dai milioni di persone che quotidianamente consultano le carte o si fanno leggere le mani, dalle centinaia di filamenti scompagnati (premonizioni, sospetti telepatici, buoni e cattivi auguri) che continuano a congiungere il razionalista dei nostri tempi al cosiddetto pensiero primitivo.
L’ultima manifestazione culturale di questa necessità si può scorgere nella interpretazione dei sogni della psicoanalisi ortodossa.
L’aspetto ontologico (cioè che concerne ed interessa l’essere in quanto tale, al di là delle sue determinazioni particolari o fenomeniche) della psicoanalisi impedisce, sicuramente, che la si includa in qualunque tipo di parallelismo mantico. Ma è anche esatto che, attraverso le “interpretazioni”, riproduce, all’interno della cornice della scienza contemporanea, i metodi tradizionali del pensiero esoterico( cioè interiore, intimo, misterioso) : l’analogia ed il riferimento.
Ma fatta la premessa riguardante la psicoanalisi, adesso è importante fare alcune precisazioni sulle discipline mantiche in generale, le quali possono essere divise tra quelle che utilizzano un “mezzo intermediario” e quelle che non lo utilizzano.
Queste ultime sono indubbiamente le più remote, ed includono ogni tipo di veggenti, medium, sciamani ed altri investigatori degli stati intermedi della coscienza.
Vi sono manzie che è bene distinguere, cioè quelle che non sfuggono all’ambito personale del consultante, quale la chiromanzia, ovvero la lettura delle mani, estesa universalmente; la singolare partenomanzia, il cui unico obiettivo è quello di certificare la verginità delle donne oppure verificarne la perdita attraverso lo studio della nuca; o l’abominevole antropomanzia che, secondo Strabone, era praticata dai primitivi lusitani (popolo iberico, principale gruppo etnico del Portogallo) e dagli albanesi, che consisteva nel sacrificare un uomo per congetturare l’avvenire guardandone l’agonia.
Vi sono altre manzie che si potrebbero chiamare “referenziali” giacchè si valgono di un oggetto estraneo all’indovino e al consultante, e sono l’immensa maggioranza di quelle che vengono praticate nel mondo.
A quest’ultima categoria appartiene la cartomanzia, della quale il Tarocco è il grado più complesso e specializzato. Vi sono infiniti metodi ritenuti efficaci, ma occorre chiarire che il Tarocco ha una varietà quasi inesauribile della sua lettura, pur conservando la sua purezza simbolica.
L’approccio esoterico
Ho già detto infinite volte che esoterico ha come maggiore significato: segreto, misterioso, oscuro, arcano,enigmatico ecc. ecc. .
Avviene di frequente che, con un criterio generalizzatore poco rigoroso, si confonda l’esoterismo con la mistica, (cioè chi è puro, spirituale, contemplativo, ascetico, devoto),o persino con la pura e semplice superstizione.
Per Charles Grandin
“L’esoterismo è un metodo rigoroso di conoscenza.
La mistica, un processo a base emotiva e scarsamente intellettuale, i cui risultati sono imprevedibili.
La magia, una tecnica o una professione come potrebbero esserlo la medicina o l’arte dello scultore.
Se si confondono questi termini continuamente, è solamente perché tutti e tre mirano al numinoso (cioè potenza soprannaturale, che incute spavento e reverenza)”.
Era prevedibile che la conoscenza esoterica attraversasse i secoli, come una sopravvivenza, a malapena tollerata, dalla mentalità infantile dell’umanità.
A ciò contribuì, in primo luogo, l’assoluto predominio dato alla speculazione verbale, come vie di conoscenza nelle culture dell’Occidente e, secondariamente lo stesso ritmo di vita di queste culture, ogni volta meno propenso a favorire i benefici della meditazione assorta.
Il terzo fattore che ha contribuito a screditare il pensiero esoterico – e indubbiamente, la ragione più evidente della sua lunga mancanza di prestigio – fu costituito dall’esercito di ciarlatani, improvvisatori ed esaltati che, fino alla metà del secolo XVIII, pretesero di essere in possesso di tutte le chiavi più o meno segrete della saggezza e della felicità.
Ciò nonostante, a molti di loro dobbiamo essere grati perché fecero, per così dire, da ponte storico tra una conoscenza in via di estinzione e l’apertura metodologica delle ricerche contemporanee.
Ma non è meno vero che il loro linguaggio ampolloso, la loro superbia e, frequentemente, la loro in coltura contribuirono notevolmente a screditare ciò che pretendevano esaltare.
Già nel 1927, Oswald Wirth preveniva contro “questi occultisti per i quali non esiste nulla di occulto”, facendo riferimento alla fatuità la quale si dichiaravano possessori della totalità della conoscenza esoterica.
Si può dire che la concezione moderna delle discipline esoteriche nasce dalla lucidità e dallo sforzo del metafisico francese René Guénon, il quale le dotò di un “lessico tecnico, di un rigore e di una precisione quasi matematici” . Qui ha inizio un campo nel quale opposizioni, conflitti e complementarietà non ha fine.
Wirt si lamenta in un capitolo della sua opera “siamo capaci di leggere un alfabeto, ma incapaci di leggere un’’immagine: è il trionfo della lettera morta sull’immaginazione”….
Ed inoltre “Ciò che è proprio del simbolismo è il restare indefinitamente in posizione di suggerimento: ciascuno vedrà quello che il suo sguardo gli permetterà di percepire”.
Quindi la lettura del Tarocco è interminabile: non soltanto per il suo carattere perpetuamente referenziale, ma anche perché ciascun lettore, ogni volta che lo guarda lo trasforma in un altro libro.
Questa è forse la ragione fondamentale per avvicinarsi oggi a questo libro che può “essere” tutti i libri.
La ginnastica immaginativa procurata dal Tarocco è personale e intrasferibile.
Anche se si disprezzassero le sue virtù mantiche, cioè divinatorie, e il suo carattere iniziatico, o lo si considerasse solamente come una raccolta di stampe organizzate secondo un modello capriccioso, il potere di suggestione di questo schema sarebbe talmente appassionante da giustificare l’esistenza di tutti i discorsi e di tutte le tesi differenziate che il suo mistero ha prodotto.
Queste pagine possono venire consultate, ma non sono altro che il prologo all’esperienza individuale che verrà procurata dal lavoro col Tarocco.
Come quasi tutte le opere capitali dell’immaginazione umana, il Tarocco ha il vantaggio ed il difetto di commentarsi da solo.
Se l’opera di Wirth risente frequentemente di eccessi immaginativi, non è tuttavia meno esatto affermare che si tratta del libro più serio e documentato che sia stato scritto da un occultista, e che continua ad essere l’indispensabile punto di partenza per qualunque ricerca o commento sul Tarocco.
Tutto per dirti ancora una volta quale può essere l’approccio magico e l’approccio esoterico del Tarocco, forse trattato in una forma leggermente complessa ma che non cambia il significato che in diverse occasioni ho sostenuto.
Anna Samuele
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