Feb
10

Vergogna e segretezza per Tarocchi e sensitività

Pubblicato da Anna

Più volte ho detto che la chiaroveggenza, la sensitività, i tarocchi, insomma i poteri dell’occulto, non sono in contrasto con la religione che professiamo.

Ho notato però che il dichiarasi appartenenti ad una determinata religione, nel mio caso cattolica, non viene manifestato con convincimento, in modo dichiarato, pubblico ed ufficiale, considerando tutti gli appartenenti alla religione cattolica.

Osservo che il pubblico, come fosse un voto elettorale, non professa apertamente la propria religione, con il desiderio di far conoscere la propria appartenenza, in modo particolare sempre in merito alla religione cattolica.

La stessa cosa avviene, per chi si reca da un cartomante, consulta un sensitivo, contatta un divinante.
Io capisco che si desideri mantenere segreto il problema che ci affligge, i dati personali o della persona che ci interessa. Oltrettutto questo è doveroso da parte del divinante stesso.

Quello che mi lascia perplessa è però che si debba dire, se si dice, in modo molto intimo e confidenziale, come un grande segreto da mantenere.

Perché si deve provare vergogna, questa è la sensazione che traspare, di esserci rivolti ad un cartomante o ad un sensitivo ? Non bisogna imbarazzarsi, intimidirsi, quasi come se avessimo fatto un atto riprovevole o scellerato.

Non è disonesto, disonorevole o vile ricorrere ad un cartomante o ad un sensitivo.

Ognuno di noi ha vari problemi e quesiti ai quali, in determinati momenti, è utile una risposta. Non siamo e non dobbiamo ritenerci deboli se ricorriamo ad un divinante, se crediamo nell’occulto e quindi ci rivolgiamo a chi possiede qualità di sensitività.
Se poi questi ultimi interpreti ci danno la possibilità con i loro suggerimenti della realizzazione o della miglior soluzione per quanto ci tormentava, perché dobbiamo avere o subire un senso di vergogna ?

E’ un sentimento che non capisco. Certamente, chi mi legge, penserà che dico questo perché sono una sensitiva ed una cartomante e dico quanto sopra per farmi, come minimo pubblicità.
No, è un pensiero sbagliato. Mi oppongo. Non dovete sempre diffidare di chi con altruismo sincero si mette a vostra disposizione.
Ho sempre detto che nel campo dell’occulto esistono anche grandi imbroglioni, ma quando vi è data la fortuna di incontrare una persona onesta, che nel limite delle proprie possibilità cerca di aiutarvi, perché dovete diffidare, dovete nascondere una conoscenza così importante ? Perché in alcuni casi dovete vergognarvi di aver fatto questo incontro importante e non farne partecipi anche altri che magari hanno necessità similari,
più o meno gravi ?

E’ dimostrato che rare sono le persone che hanno la possibilità del giusto divinare, perché allora, come la professione della fede che deve essere più manifesta, anche queste rare persone non devono essere altrettanto menzionate ?
Non sono in contrasto con la religione, non sono in contrasto con il prossimo, mettono tutta la propria energia nel modo più congeniale per le proprie facoltà, nell’aiutare gli altri. Devono essere ancora considerati stregoni o streghe come accadeva nel lontano passato? Non meritano invece almeno una divulgazione positiva e di rispetto per il loro operare ?

Anna Samuele

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