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	<title>Tarocchi-online.com &#187; Cartomanzia</title>
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	<description>Cartomante, sensitiva, occultismo, consulti</description>
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		<title>Essenzialita&#8217; nei sogni e nei numeri</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cartomanzia]]></category>
		<category><![CDATA[I Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non vogliamo invitare nessuno a credere nei sogni e soprattutto in chi da questi si dice capace di trarre numeri per la vincita al lotto. Ma dobbiamo credere nei numeri ? E’ opportuno dire che conoscere le leggi arcane del mondo per poterle dominare è stato sempre il sogno di ogni mago, dall’era di Atlantide [...]<p>Post from: <a href="http://www.tarocchi-online.com">Tarocchi-online.com</a><br/><br/><a href="http://www.tarocchi-online.com/cartomanzia/essenzialita-nei-sogni-e-nei-numeri/">Essenzialita&#8217; nei sogni e nei numeri</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a rel="attachment wp-att-1192" href="http://www.tarocchi-online.com/cartomanzia/essenzialita-nei-sogni-e-nei-numeri/attachment/superenalotto/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1192" style="border: 2px solid black; margin: 10px;" title="superenalotto" src="http://www.tarocchi-online.com/wp-content/uploads/2010/02/superenalotto-300x300.jpg" alt="superenalotto" width="300" height="300" /></a>Non vogliamo invitare nessuno a credere nei sogni e soprattutto in chi da questi si dice capace di trarre numeri per la vincita al lotto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma dobbiamo credere nei numeri ? E’ opportuno dire che conoscere le leggi arcane del mondo per poterle dominare è stato sempre il sogno di ogni mago, dall’era di Atlantide alla conquista della Luna. Tanto per citare con quest’ultima una meta irraggiungibile dai nostri antenati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli antichi egizi, gli ebrei, i pitagorici, che con l’arcano avevano abile dimestichezza, annoveravano il numero fra le leggi segrete del mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il numero è la risultante di una serie di rapporti geometrici: nella sua piccolezza può racchiudere spazi infiniti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“E’ energia”, affermano i Cabalisti ebrei, perché è emanazione stessa di Dio, che creò il mondo secondo ben precisi rapporti e collegamenti numerici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sempre i Cabalisti collegavano ogni lettera dell’alfabeto ebraico e più tardi greco-arabo, a un numero, traendo auspici dalla somma delle lettere componenti una parola, e sostituendo nelle Sacre Scritture parola con parola di uguale valore numerico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il numero divenne così la chiave interpretativa dei libri sacri, dei nomi divini, di tutte le cose del mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A Capua, presso Napoli, crebbe nel tardo Medioevo una fiorente scuola cabalistica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella stessa zona, in un tempo imprecisato, comparve uno strano libro figurato, costituito di 90 vignette, così che anche l’analfabeta potesse, contando ed interpretando i propri sogni, metterli in relazione con dei numeri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">La vera Kabbalah non ha nulla a che vedere con i sogni, precisiamolo una volta per tutte. Ma forse la scuola di Capua  ha lasciato un ricordo. Forse qualcosa, rompendo  la cortina del segreto esoterico, è penetrato nel popolo, che lo ha semplificato, reinterpretato, se ne è appropriato, al punto che oggi si parla di cabala napoletana (con una sola b) ignorando la Kabbalah ebraica (con due) di tutt’altra portata e profondità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ utile ed interessante giungere a conoscere se stessi attraverso i sogni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Da qui la domanda  frequente: perché non scommetterci sopra ?  Esiste una folla di tenaci e fedelissimi del lotto,con volti speranzosi ed i numeri in tasca pronti per le ricevitorie oggi esistenti  più numerose, ma anche nel passato  comunque presenti .</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Infatti il lotto comparve sembra,  a Genova nel 500. Dopo alterne vicende  di istituzione o soppressione nei vari stati italiani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per avere il controllo di questo gioco tanto popolare e tanto lucroso per chi lo patrocinava, il lotto assunse l’assetto odierno nel Regno d’Italia il 27 settembre 1863 ma la regolamentazione definitiva fu approvata nel 1895.. I libri dei sogni, derivati in parte dalla Smorfia, in parte dalla Charade cinese, in parte da fonti oscure, dall’esperienza o dalla fantasia del compilatore, riportano elenchi interminabili di numeri, uno o più di uno per ogni sogno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Cosa è opportuno fare? Innanzitutto  considerare che vi è un gran guazzabuglio, ma comunque deve subentrare unicamente la sensibilità del sognatore, che avvertirà intimamente l’elemento o il numero che in quel preciso momento gli appare più consono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Chi poi pratichi oltre all’oniromanzia, anche altre forme di divinazione (cartomanzia, astrologia, ecc.) potrà ricercare ulteriori conferme, soprattutto agire nel periodo più fortunato per le vincite, determinandolo in base a particolari configurazioni planetarie del suo oroscopo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">La nostra opinione? Non fare affidamento su chi con i mass media moderni si dice capace di farvi vincere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’oroscopo  ? non vi sono configurazioni planetarie a nostro avviso che ci diano la certezza di una ingente scommessa per una ingente vincita, Tarocchi, divinanti, astrologi, non pensiamo che in questo caso vi possano dare quella sicurezza di vincita che  si anela , non per nulla  è di uso comune dire “la fortuna è cieca” la dea bendata sempre deve esserci di monito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se anche accadesse  che una vincita avvenga non vuol dire che la cosa si possa ripetere a nostro piacere e gradimento,  contro i pochi sorridenti  di ave afferrato la fortuna, occorrerebbe sempre conoscere quanti disperati perdenti esistono. Il bilancio? Non pensiamo possa esistere perché chi è preso dalla febbre del gioco troverà sempre una scusante per il</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">proprio comportamento, dimenticando il buon senso che è il principio fondamentale in ogni condotta umana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anna Samuele</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>L’immaginazione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cartomanzia]]></category>
		<category><![CDATA[astrologo]]></category>
		<category><![CDATA[consultante]]></category>
		<category><![CDATA[divinante]]></category>
		<category><![CDATA[Immaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Oswald  Wirt]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’immaginazione è un termine che io raramente ho usato nella mia guida in allestimento, in merito ai Tarocchi, perché mi è sembrato inadatto applicato al significato o ai tanti significati, riguardanti i Tarocchi stessi. Se si offre una immaginazione viva, ma non disordinata,occorre disciplinarla, occorre calmarla e frenarla per renderla limpida e chiara. Quasi potesse [...]<p>Post from: <a href="http://www.tarocchi-online.com">Tarocchi-online.com</a><br/><br/><a href="http://www.tarocchi-online.com/cartomanzia/867/">L’immaginazione</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’immaginazione è un termine che io raramente ho  usato nella mia guida in allestimento, in merito ai Tarocchi,  perché mi è sembrato inadatto applicato al significato o ai tanti significati, riguardanti  i Tarocchi stessi. </p>
<p>Se si offre una immaginazione viva, ma non disordinata,occorre disciplinarla, occorre <span id="more-867"></span>calmarla e frenarla per renderla limpida e chiara.<br />
Quasi potesse  permettere diversamente  un significato troppo illusorio o vago se espresso dal divinante.</p>
<p>Occorre un isolamento che distacca dal mondo sensibile e che favorisce il raccoglimento immaginativo.  E’ un’operazione delicata per l’indovino  ed è per questo che ho preferito usare termini particolarmente più dettagliati nell’interpretare  il significato si ogni singola carta dei  Tarocchi.</p>
<p>Tuttavia leggendo, come è mia abitudine, una notevole quantità di libri riguardanti questa materia, ho notato  spesso il ripetersi del vocabolo immaginazione.</p>
<p>Una spiegazione in particolare mi ha colpito, naturalmente è di Osvald Wirth, colui che ormai sappiamo ha scritto l’opera più seria, spiegando gli aspetti occulti ed esoterici dei Tarocchi, in ogni particolare.</p>
<p>Ecco quindi che intendo farti partecipe di come l’espressione immaginazione  debba essere intesa.</p>
<p>Quando la leggenda presenta l’umanità come decaduta da uno stato originale di illuminazione spontanea, sembra alludere alle luci dell’istinto di cui beneficiano gli animali.</p>
<p>La natura si prende cura degli esseri che le obbediscono passivamente, e fa rompere loro, senza errori, gli atti comandati dal loro programma di vita.</p>
<p>Finchè rimane docilmente obbediente ai suoi impulsi, l’animalità gode di privilegi che invece perde la creatura ambiziosa di dirigersi secondo il proprio giudizio.</p>
<p>Vi è una rivolta contro l’ordine naturale primordiale quando la ragione, ancora debole, assume la direzione dell’individuo.</p>
<p>Allora, la ragione turba la lucidità dell’istinto, e da ciò deriva lo stato di relativa decadenza della creatura imperfettamente ragionevole.</p>
<p>Ci è imposto un apprendistato faticoso, poiché la ragione si sviluppa soltanto a detrimento dell’istinto, che si oscura prima che in noi tronfi il pieno splendore intellettuale.</p>
<p>Perciò, tra il regno dell’istinto e quello della pura ragione si stabilisce un periodo angoscioso.<br />
La transizione sarebbe terribile, senza una facoltà che non è né l’istinto né la ragione, ma che  sembra piuttosto intermedia.</p>
<p>Appare quando l’intelligenza si desta: la sua luce diverte prima di istruire. Le immagini che ci mostra sono incoerenti, ma affascinanti, e fanno nascere in noi le idee.</p>
<p>Questa facoltà è l’immaginazione.</p>
<p>Dobbiamo guardarci bene dal disdegnarla: fu tenuta in grande onore nei millenni anteriori alla civiltà greca.</p>
<p>Noi le dobbiamo le conoscenze fondamentali dell’umanità, la concezione originale delle nostre religioni e delle nostre scienze, poiché i bagliori che portarono un germe di chiarezza nel cervello umano furono raccolti dalla  intuizione degli umili primitivi.</p>
<p>Uscendo dall’istintività, l’uomo non pensa certamente a porsi problemi filosofici: messo di fronte allo spettacolo della natura, subisce impressioni cui si abbandona senza ragionare. </p>
<p>Le cose esercitano così sulla sua immaginazione un potere di suggestione incontrastato. </p>
<p>Ne deriva una straordinaria facoltà di immaginare che ci sbalordisce quando l’osserviamo nei bambini o nei “soggetti” ricondotti alla mentalità infantile. Questa mentalità fu quella dell’umanità primitiva, e resta ancora quella dei popoli non civilizzati.</p>
<p>Essa è caratterizzata dall’incapacità di farsi idee nette e precise. Il primitivo non pensa a parlare con proprietà;  sogna.<br />
Ribelle ad ogni sforzo intellettuale, è ricettivo-passivo nei confronti di ciò che gli viene in mente: l’accetta e lo considera come vero.</p>
<p>Ciò è molto pericoloso. Abbandonata a se stessa, l’immaginazione si compiace di stravaganze; non sarebbe quindi giudizioso accettarla come arbitra delle nostre decisioni.</p>
<p>Tuttavia molti popoli, la cui civiltà ci stupisce, hanno ascoltato l’immaginazione, poiché consultavano gli oracoli e riverivano i collegi indovini incaricati di interpretarli.</p>
<p>All’origine dei primi gruppi sociali noi troviamo non già dei filosofi, ma degli umilissimi sacerdoti-stregoni,antenati  di quelli attuali delle tribù selvagge.</p>
<p>Poiché la fede istintiva era assoluta, l’autorità dei soggetti lucidi si imponeva:  diventarono del tutto re-pontefici, come i primi sovrani storici dell’Egitto e della Mesopotamia.</p>
<p>Essi esercitavano il loro potere in nome della divinità che manifestava la sua volontà attraverso la mediazione degli indovini.<br />
A giudicare dalla sua durata, questo regime non diede luogo ad abusi più di quello che gli succedette.</p>
<p>I celti (antichi abitanti della Gallia) non ebbero mai a lamentarsi dei loro druidi(sacerdoti antichi della Gallia), e più di una monarchia laica fece rimpiangere il precedente governo teocratico,(sistema di governo in cui l’autorità politica, vista come emanante da Dio, è esercitata dal potere religioso in una casta sacerdotale o in un monarca con caratteristiche di divinità).</p>
<p>E’ verosimile che tutto andasse bene finchè gli indovini furono sinceri ed i popoli credenti. Quando gli uni e gli altri ebbero dei dubbi, tutto si guastò.</p>
<p>La ragione si svegliò, sotto l’aspetto di astuzia: gli indovini si fecero complici dei potenti, a detrimento dei creduli.<br />
L’arte divinatoria andò perduta e cadde in un inevitabile discredito: come pratica ufficiale pubblica è morta.</p>
<p>Tuttavia Richelieu ricorreva ai lumi di un astrologo, e la divinazione privata non è mai stata tanto fiorente come ai nostri giorni.</p>
<p>Che sia un segno di decrepitezza dello spirito moderno?<br />
Stiamo ricadendo nell’infanzia, dopo aver giurato, nel XVIII secolo, di sacrificare tutto alla religione?</p>
<p>Non è affatto così: noi progrediamo intellettualmente, poiché scopriamo che la Ragione ha come sorella l’immaginazione.</p>
<p>Noi intendiamo continuare a ragionare, ma senza vietarci di coltivare le nostre facoltà immaginative.</p>
<p>Istruiti dalla scuola dell’immaginazione, gli Antichi hanno indovinato cose che a noi sfuggono. Perché non dovremmo cercare di ritrovare la loro Parola Perduta?</p>
<p>Se questa è la nostra ambizione, impariamo a divinare.<br />
Come ?<br />
Istruendoci nelle regole dell’arte divinatoria, per metterle in pratica sperimentalmente .</p>
<p>Immaginazione + Ragione = Luce iniziatica.</p>
<p>Se l’immaginazione dell’indovino funziona come un apparecchio registratore, è chiaro che la divinazione non può soddisfare, se non  entro limiti ristretti, la curiosità del consultante. </p>
<p>Se non vi è nulla che vibra, per quanto lo riguarda, è impossibile comunicargli un messaggio, insistere non è opportuno, poiché si rischia di non essere di buona lega, da un punto di vista divinatorio. Chiediamo alla divinazione soltanto quello che può darci.</p>
<p>Anna Samuele</p>
<p>Post from: <a href="http://www.tarocchi-online.com">Tarocchi-online.com</a><br/><br/><a href="http://www.tarocchi-online.com/cartomanzia/867/">L’immaginazione</a></p>
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