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Non aver paura della morte
All’attuale stato delle nostre conoscenze, sapere con esattezza cosa succede al momento della morte costituisce uno dei problemi più drammaticamente interessanti ed emotivamente struggenti dell’umanità; per noi rimane l’interrogativo più grande, il mistero dell’universo, la scienza dell’essere.
Abbiamo dinnanzi a noi la figura possente di un uomo, forte, capace, di alte prestazioni intellettuali, ricco di nobili aspirazioni, in grado di pronunciare un discorso che fa battere cuori a forse in grado di mutare il destino di intere nazioni ! Ma l’istante successivo questa persona straordinaria giace riversa a terra, un cadavere senza vita, inanimato, incapace del minimo pensiero, del più piccolo sforzo muscolare. E’ stato vittima di un “infarto”.
Questo può accadere per una figura come sopra descritta, come per un’altra figura di
più modeste imprese sia culturali sia professionali, ma che lascia comunque attorno a sé un vuoto incolmabile di dolore per chi gli era vicino al momento dell’ “infarto”. E diciamo “infarto” tanto per esemplificare una delle migliaia di possibilità che possono accadere all’essere umano.
Molte persone hanno paura della morte; ma non dovrebbero averne poiché, teoricamente, non è qualcosa da paventarsi.
E’ stato provato svariate volte che, ad eccezione di casi rarissimi, non si verifica dolore al momento del trapasso né si ha coscienza di morire, entrambi annullati dalla gentile mano della natura.
La sofferenza che lo precede appartiene più alla vita che alla morte e, difatti, molti di coloro che hanno sofferto di qualche penosa malattia sono morti con un sorriso di sollievo e di felicità dipinto sul volto.
Del corpo fisico dobbiamo occuparci poco, in quanto quello spirituale si separa da esso dopo la morte e pertanto ne diventa del tutto inconsapevole; proprio come capita a noi rispetto, ad esempio, ad un dito o ad una qualsiasi parte del corpo che ci sia stata amputata durante la vita .
Talvolta lo spirito umano impiega del tempo per staccarsi completamente dal corpo fisico e, per tale motivo, non deve essere sepolto o cremato troppo presto.
Ma, a parte le suddette eccezioni, dobbiamo pensare davvero in scarsa misura allo stato del corpo fisico in quanto scindiamo in modo totale i nostri legami col medesimo non appena passiamo nel mondo dello spirito.
Cosa succede dopo tale separazione è naturalmente un quesito che suscita l’interesse di migliaia e migliaia di persone, in quanto tutti, prima o poi, dovremo affrontare una simile esperienza.
Pertanto, a tale proposito, dovrebbero essere di grande interesse le asserzioni dei veggenti e di quegli “spiriti” che sono tornati per parlarci del loro passaggio nella vita futura.
Anna Samuele