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Il gladiatore
Per l’ennesima volta ho guardato il film ” Il gladiatore” .
A parte le cruente immagini che il regista ci trasmette, rappresentanti l’epoca e i costumi,
mi ha fatto meditare la proiezione astrale dove ” l’Ispanico” pensava risiedessero i suoi cari, in particolare il figlio e la moglie atrocemente trucidati.
Infatti, nella parte del mio libro dedicato alla “sensitivà e ai poteri paranormali” descrivo il mondo ultraterreno molto simile al nostro, solo più sereno, le forme dei trapassati rimangono simili alla loro gioventù come noi li ricordiamo, in una pace che ci attende.
Nel film veniva quindi adottata la filosofia sopra descritta, ed inoltre anche la musica che veniva trasmessa ogni qual volta il protagonista pensava alle sue entità, sembrava unirsi a questo senso di quiete, non certo associabile alla tremenda morte riservata a chi tanto era stato amato in vita.
E’ stato per me commovente anche vedere come veniva ipotizzato il trapasso dell’uomo dalla vita al mondo ultraterreno.
Il gladiatore o il generale come meglio vogliamo definire il protagonista era fiducioso, beato, finalmente calmo e sorridente per il traguardo che stava per raggiungere.
I suoi spiriti gli correvano incontro, come tante volte aveva immaginato, gioiosi come li ricordava quando erano in vita.
Può apparire disarmante questo mio modo di interpretare il distacco dal vivere umano,mi rendo perfettamente conto che il film è solo una rappresentazione, ciò non toglie che vorrei tanto che, per le informazioni da me raccolte in merito al mondo dell’occulto, il raggiungere i nostri cari defunti avvenisse in un mondo ed in un forma similare a quella esposta nel film da me citato.
Anna Samuele